Teatro Concordia, martedì 13 proiezione del film 'A dangerous method'

2' di lettura 09/12/2011 -

La storia della nascita del pensiero psicoanalitico raccontata attraverso il rapporto tra i due colossi della scienza dell'inconscio: Sigmund Freud (Mortensen) e Carl Jung.



Doveva essere implicito anche nel testo teatrale di Christopher Hampton da cui il film è tratto, che questo sistema di relazioni pericolose sotto ambigua forma di biografia istituzionale è una “rappresentazione” dell’umano troppo umano scoperchiato dalla psicoanalisi di Sigmund Freud e Gustav Jung.

Ma diventando film di Cronenberg, pensatore della razionalità alchemica della mente umana, ogni personaggio è esplicitamente una forza, un’energia diversa del sistema. E la rappresentazione, proprio perché asseconda la presunta realtà biografica delle relazioni, si stacca, dall’evidenza di cronaca al rito. Nella ricerca di massima precisione storica, appena prima della pedanteria, o appena dopo il realismo,

Cronenberg riesce a spandere un soffio onirico sulla consistenza dei conflitti e delle ragioni (il lago perenne a Zurigo, la Vienna vuota, la “quantità” nello studio di Freud e talune mancanze nell’ospedale o negli interni). Nei film di David Cronenberg le pulsioni di amore, sesso, violenza, polimorfismo, morte, vivono momenti felici di verità nascoste illuminate bene (da Crash a Il pasto nudo, prodotti da Jeremy Thomas, tornato qui con Cronenberg, ma più recenti e frequentati dal pubblico A History of Violence e La promessa dell’assassino).

Fare un film sollecitando la biografia e le idee di Jung e Freud per Cronenberg è una scelta intellettuale, intima, girata sul sé, un chirurgo che, tra mille operazioni, si ferma un momento per capire come è diventato un medico che taglia corpi. Nei dettagli storici delle esplorazioni scientifiche, tra Zurigo e Vienna, del 30enne Jung (Fassbender in balia della fragilità) e del suo mentore 50enne Freud (Mortensen, trincerato nel rischio), Cronenberg tiene stretti nel film, e nella logica emotiva e intellettuale dello spettatore, i fili della passione tra l’insoddisfatto Jung e la nevrotica Sabina (Keira Knightley), che suggerì la questione fondamentale della tensione mortale della sessualità.

È una scelta cruciale: in questa relazione, supervisionata da un Freud in difesa, ci sono luci, ombre, materia e ossessioni di una delle grandi scoperte dell’umanità. Figli di ogni crisi della mente mentre diventavano genitori di una sua luce. Opaca.

Ingresso riservato ai soci con Tessera F.I.C. 2009/2010 (€ 7,00); ridotta studenti(€ 3,50) ingresso € 4,50. Oltre al consueto appuntamento serale delle 21.30, si aggiunge la proiezione pomeridiana alle 17.00 con ingresso ridotto a 3,00 euro per coloro che hanno superato i sessantacinque anni. L’iniziativa Giovani della terza età al Cineforum è nata dalla collaborazione del Cineforum con l’assessorato alle Politiche Sociali e l’assessorato alle Politiche Culturali del Comune di San Benedetto del Tronto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-12-2011 alle 15:28 sul giornale del 10 dicembre 2011 - 486 letture

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