AIAB: 'Contro le frodi alimentari nel bio più controlli sull'import e filiera corta'

biologico 07/12/2011 -

“Seguiamo con attenzione gli sviluppi dell'operazione 'Gatto con gli stivali'. Le truffe e le contraffazioni delle certificazioni biologiche, tanto più se di queste proporzioni, danneggiano innanzitutto i produttori onesti e i cittadini”.



“Dalle indiscrezioni raccolte emerge che le aziende agricole italiane siano non solo completamente scevre da responsabilità, ma vittime di queste frodi, facilitate dagli appetiti determinati dalla crescita dell'import, a cui purtroppo non ha seguito un proporzionale aumento dei controlli, e dalla vendita nei tradizionali canali a filiera lunga, che rendono più difficile la tracciabilità lungo tutta la catena alimentare. L'eclatante frode smascherata dalla Guardia di Finanzia di Verona ha messo in luce delle debolezze del settore che AIAB ha più volte sottolineato. Innanzitutto il problema delle materie prime importate, che coinvolge in particolare i prodotti che confluiscono nelle filiere zootecniche, come soia e orzo, o nelle lunghe filiere di pastificazione e panificazione. In seconda istanza la farraginosità del sistema di certificazione e degli enti preposti a controllare i controllori.

Nei mesi passati vista anche l'espansione in controtendenza del bio rispetto al resto dell'agroalimentare, avevamo già lanciato l'allarme sull'infiltrazione della criminalità organizzata nel settore chiedendo maggiori e più stringenti controlli e lo stesso pretendiamo rispetto a imprenditori privi di scrupoli, attratti solo da un business in costante crescita. È infatti evidente che la crescita continua dei consumi e le grande vitalità del settore attirano gli interessi della speculazione e della criminalità. Non possiamo quindi che plaudere all'azione della Guardia di Finanza di Verona e rinnovare l'invito a stringere le maglie dei controlli agroalimentari lungo tutto la filiera, con particolare attenzione all'import. Da parte nostra, per ovviare alle debolezze del settore, ci siamo attivati su diversi fronti per dare trasparenza e affidabilità al bio italiano. Le iniziative di AIAB puntano ad accorciare la filiera ovunque ciò sia possibile, a proporre prodotti biologici ed italiani, provenienti da aziende interamente bio, e possibilmente garantite dal marchio Garanzia AIAB, e a costruire filiere tutte italiane. Per quanto concerne la certificazione e i controlli, AIAB chiede da tempo l'utilizzo della telematica e controlli incrociati, così come un database pubblico con tutte le informazioni raccolte dagli organismi di controllo, strumenti non graditi ad alcuni enti di controllo nazionali”.

Alessandro Triantafyllidis, presidente nazionale AIAB, commenta così l'operazione della Guardia di Finanza di Verona che ha portato al sequestro di oltre 2.500 tonnellate di merce (frumento, favino, soia, farine e frutta fresca) falsamente biologica e di più di 700mila tonnellate di falsi alimentari bio venduti, oltre che a provvedimenti di custodia cautelare per sette persone tra Verona, Ferrara, Pesaro Urbino e Foggia. Questo scandalo denominato "Gatto con gli stivali" non ha nulla a che vedere né con la comicità nè con una fiaba ma è l'ennesima riprova di quanto truffe di questo genere danneggino non solo chi le porta a compimento ma anche tutto il settore del biologico gettando discredito su quanti stanno lavorando onestamente e con passione, e, ancora più grave, minando fortemente la fiducia dei consumatori nei riguardi del bio. Rimane però il lieto fine e la magra soddisfazione di vedere smascherati quei pochi individui che speculano sulla buona fede e sulla salute degli altri. Ma questo non ci fa comunque piacere! Il mercato del biologico è cresciuto enormemente negli ultimi tempi diventando così motivo di interesse per chi opera senza scrupoli e con logiche ben lontane dai veri valori del biologico e anche se paradossalmente dovremmo essere rassicurati perchè i controlli a quanto pare funzionano, non possiamo non essere indignati! Il nostro vivo e sincero ringraziamento va quindi alle forze dell'ordine, che con tenacia perseguono questi crimini odiosi.

AIAB Marche pertanto è in totale sintonia con quanto comunicato dal neo presidente di AIAB Federale Alessandro Triantafyllidis e da tempo sta lavorando alacremente per ridurre sempre più la distanza che separa chi produce da chi consuma. Per questo motivo si sta impegnando ad organizzare punti vendita di riferimento non solo itineranti, come i mercatini rionali, ma anche stanziali sia per le aziende bio del territorio dove potranno proporre i loro prodotti e sia per i consumatori che sapranno CHI, COME e DOVE è stato prodotto il cibo che stanno mangiando e che pagano per biologico. I primi di dicembre infatti è nato a San Benedetto del Tronto il 1° Circolo AIAB "La Taccola" mentre la prossima settimana si aprirà al pubblico lo spazio all'interno del Mercato delle Erbe di Ancona dove AIAB Marche ha riservato un box che accoglierà, anch'esso, le eccellenze biologiche del territorio marchigiano. Inoltre, seguitano gli appuntamenti con la corretta informazione sul biologico. Non lasciamoci scoraggiare da questa ennesima frode, e cerchiamo di mantenere ben saldo il timone per seguitare a essere quel punto di riferimento e offrire nuovi scenari possibili a quanti scelgono di essere loro stessi parte del cambiamento.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-12-2011 alle 17:17 sul giornale del 09 dicembre 2011 - 528 letture

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