Giancarlo D'Anna lascia il PdL

giancarlo d'anna 4' di lettura 27/09/2011 -

Non è il partito, non è la novità che ci era stata prospettata, promessa. Doveva essere un partito unico, unito. Ancora oggi, invece, all'interno del partito è vigente la divisione in ex FI e ex AN stabilita in ferrea percentuale. A questo si sommano correnti, componenti, fondazioni, circoli che fanno riferimento a leader nazionali. Realtà poco conosciute all'esterno ma elementi di divisione e di battaglie feroci all'interno.



Non è il partito della meritocrazia. Che merito ha chi viene nominato al Parlamento senza legami col territorio e la sua gente e non viene scelto da quest'ultima? Non è il partito della partecipazione: coordinatori regionali, provinciali e comunali vengono nominati, in base al gruppo e sottogruppo di appartenenza, e a loro volta nominano un direttivo a proprio piacimento. Direttivi spesso utilizzati per “approvare” le scelte del coordinatore come per le reprimende per chi osa dissentire. Non è più il partito in sintonia col popolo. Troppe cravatte, tailleurs e salotti a discapito di quell'indispensabile e continuo contatto con la gente. Non è il partito della formazione. Non c'è più scuola, si affidano ruoli ed incarichi anche di responsabilità a personaggi senza esperienza e professionalità. La crisi è stata sottaciuta, sottovalutata, mal gestita, forse nella speranza di una soluzione a tempi brevi. Non è andata così poi “all'improvviso” la crisi è diventata “globale”. Si è perso tempo, si sono ritardate decisioni,si è illusa la Nazione. Ogni giorno si propone una soluzione che viene smentita, ritrattata, alimentando confusione sfiducia in Italia e all'estero. Purtroppo non sarà un segretario “eletto” senza congresso a rilanciare un partito che noi è mai “partito” realmente come tale. Non sarà la riduzione del costo della tessera di partito e la promessa di congressi locali a cambiare le cose. Ai vecchi signori delle tessere si affiancheranno i nuovi furbi che acquistando pacchetti di tessere, com'è sempre accaduto, si dichiareranno investiti dal popolo. A livello locale troppo spesso si subiscono le iniziative e le dinamiche altrui com'è accaduto sulla Sanità ed in particolare sulla vicenda dell'Ospedale Unico in provincia di PU con un trasversalismo più attento alle esigenze e richieste delle lobby che al territorio.

Per dare un segnale forte di una politica che sa riconoscere anche i propri errori e non giustificabili privilegi in tempi non sospetti aprii il dibattito sull'abolizione dei vitalizi dei consiglieri regionali presentando da solo, dopo aver cercato la condivisione e partecipazione del partito una Proposta di legge per l'abolizione del vitalizio.. Un successo su facebook e tra la gente ma critiche feroci sono arrivate sopratutto dall'interno del partito. E mentre la mia Proposta di Legge non è ancora stata discussa e votata, nascono comitati,si approvano documenti nei comuni che vanno nella stessa direzione. Questo è molto altro mi ha portato in questi lunghi mesi ad una lunga e continua riflessione che si concretizza con la mia uscita dal Pdl dal gruppo regionale per confluire nel Gruppo Misto nella convinzione che un ciclo è finito ed è necessario cambiare rotta ripartendo dal Sociale, dai reali problemi del quotidiano.

Cercando di risolvere i problemi e le emergenze di oggi e programmare contemporaneamente il futuro non solo dei tanti giovani senza lavoro, ma anche di quanti il lavoro l'hanno perso prima di arrivare alla pensione, e di quelli che la pensione già la prendono, ma è a rischio. Si può fare creando condizioni e proposte che agevolino l e imprese del territorio ad iniziare da quelle più piccole che hanno scelto di non abbandonare il territorio a vantaggio della delocalizzazione. Lo si può fare con una sanità che si occupi dei malati e non del business legato alla malattia, lo si può fare prestando più attenzione all'ambiente, ai beni storico-culturali perché se la nostra regione, come l'Italia intera ha una risorsa ineguagliabile è quella legata al territorio, alla bellezza del territorio e alle genti che ci vivono e lavorano, all'arte che quel territorio ospita elementi di forza di un turismo di qualità. Oggi la società civile ha preso coscienza di tante cose,di tante realtà che in passato erano nascoste. C'è voglia, necessità di un rinnovato impegno civile che veda nella partecipazione e condivisione le proprie parole d’ordine. Oggi una n uova società civile, fatta di donne e di uomini con storie e percorsi anche diversi. è nata nel Paese, cercherò di rappresentarla al meglio all'interno del Gruppo Misto regionale delle Marche perché prima vengono le persone poi le appartenenze.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-09-2011 alle 16:18 sul giornale del 28 settembre 2011 - 416 letture

In questo articolo si parla di politica, pdl, Giancarlo d'anna

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/pMb