Fano-Grosseto, Ricci: 'Guai a mollare'

riunione fano-grosseto 4' di lettura 24/09/2011 -

“Guai a mollare”. E’ deciso, Matteo Ricci, a un anno dalla storica occupazione della galleria della Guinza. Perché nella giornata dell’orgoglio del Centro Italia, cerniera del Paese, non può mancare il rilancio del presidente sulla E-78, a pochi giorni dalla commissione tecnica che si riunirà a Roma (martedì 27 settembre) per valutare l’ultima proposta di finanziamento dell’opera arrivata dal ministero.



C’è il governatore marchigiano Gian Mario Spacca, insieme all’assessore regionale toscano Luca Ceccobao, al presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai, agli assessori provinciali di Grosseto, Siena e Perugia, al sindaco Pistola, ai primi cittadini e ai tecnici dei territori. Il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, accompagnato dall’assessore Massimo Galuzzi e dal dirigente Alberto Paccapelo, ripercorre le tappe: “Abbiamo riesumato dai cassetti di Anas e del ministero il dossier sulla strada dei due mari, che era ormai sepolto. Sono stati risolti i problemi progettuali e c’è l’accordo sul tracciato. Con atteggiamento pragmatico, sono stati individuati i lotti prioritari. C’è stato un lavoro d’insieme mai fatto prima, anche grazie al tavolo istituito dal ministro Matteoli con Province, Regioni e Camere di Commercio. E ci sono buone prospettive per l’inserimento dell’opera nella rete Ten, mossa importante per cogliere i fondi comunitari”. Nel frattempo è arrivata la proposta del ministero, basata, sostanzialmente sulla formula del “contratto di disponibilità”.

Che si regge su alcuni elementi chiave: il privato che realizza l’opera (investimento complessivo di 4 miliardi) e la contropartita nei termini di riscossione pedaggio, valorizzazione delle aree circostanti, messe a disposizione dai territori e “affitto” pagato dallo Stato per 45 anni. Quello che non convince Ricci, tuttavia, non è tanto il pedaggio ma il meccanismo della cattura di valore: “E’ l’elemento debole. Dovrebbe essere il 30 per cento sul totale. Irrealistico. Lo abbiamo già visto per la Quadrilatero: la stima era del 20 per cento, non si è arrivati neanche al 2 per cento…”.

Tradotto: “Vogliamo tenere le porte aperte, non diremo no a nulla ma non vogliamo perdere altro tempo. O farci prendere in giro”. Per cui, è fondamentale che “le risorse che vengono dallo Stato – continua il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino - non siano come i soldi del monopoli, che oggi ci sono e domani spariscono. Fino a quando non si farà chiarezza sulla certezza delle risorse, continueremo la battaglia e la mobilitazione. Non vogliamo tornare indietro di dieci anni”. Infine: “Al ministro chiederemo un altro incontro, a prescindere dalla commissione della prossima settimana, perché la questione è anche politica”. Per il governatore Spacca, “è difficile che per la E-78 siano praticabili le forme di finanziamento classiche percorse dallo Stato. Dobbiamo muoverci, quindi, su logiche differenti. Il modello puro Quadrilatero (80 per cento Stato, 20 per cento territori) non è un’ipotesi percorribile, secondo il ministero. Il contratto di disponibilità? Ci sono perplessità, ma bisogna approfondire e valutare, ragionando però su un modello diverso della cattura di valore”. Un cambio di passo, per il presidente della Regione Marche, può venire dall’Europa: “Serve un’azione di lobby per inserire la E-78 nel corridoio europeo che parte dalla penisola iberica e attraversa Tirreno e Adriatico, verso la Turchia. Un progetto di respiro, che non potrebbe non contare sul sostegno del Governo. Potrebbe essere la svolta determinante. Ma valutiamo tutte le prospettive”.

Se il presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi nota i “danni prodotti dalla mancata realizzazione della E-78” e si dice disponibile a entrare con l’impegno finanziario “purchè si giunga a una proposta seria, il deputato Massimo Vannucci spera, tra l’altro, nelle “agevolazioni fiscali per gli investimenti sulle infrastrutture, e nell’ipotesi relative all’extragettito Iva. Misure che dovrebbero essere previste dal Governo per stimolare la crescita. E’ chiaro che le grandi opere non possono più essere realizzate con i metodi del passato, quindi dobbiamo valutare e tenere aperto il confronto. Certo che il pedaggio abbinato alla cattura di valore appare francamente troppo. Un anno fa abbiamo cercato di alimentare un lumicino, Ricci è una lampada, speriamo presto di vedere il faro…”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-09-2011 alle 18:11 sul giornale del 26 settembre 2011 - 1413 letture

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