Mattioli: 'Dopo la manovra come garantire il welfare?'

Giacomo Mattioli 3' di lettura 09/09/2011 -

Nel Consiglio Comunale di lunedì prossimo si discuterà un Ordine del Giorno sui tagli del Governo ai fondi per le politiche sociali. È noto infatti che la manovra finanziaria, pur basata sull’indiscutibile obiettivo del pareggio di bilancio, taglia le risorse destinate agli enti locali, in primis ai Comuni, come e ancor di più di quelle degli ultimi anni; taglio dopo taglio, però, è evidente che oggi i trasferimenti statali ai Comuni sono ridotti all’osso.



Ci troviamo di fronte a un passaggio inusuale, forse epocale: i Comuni non avranno più abbastanza risorse per reggere un bilancio come quello a cui siamo abituati. Siamo a un bivio: eliminare qualche voce di bilancio per far quadrare i conti oppure mantenerle tutte senza la sicurezza della copertura finanziaria? La Lista Civica “La Tua Fano” ritiene che i servizi essenziali alla persona come assistenza, istruzione e sanità, quelli che compongono il cosiddetto welfare, non possano essere ulteriormente messi in discussione: già nell’ultimo anno hanno subito una consistente riduzione delle risorse a disposizione, e tagliare ancora significherebbe praticamente dover chiudere qualche servizio. Ogni giorno che passa ci troviamo di fronte a situazioni che dimostrano quanto la richiesta dei servizi di welfare stia aumentando a causa della crisi. I Servizi Sociali, nonostante i tagli del passato, oggi sono ancora in condizione, pur con qualche difficoltà, di dare le necessarie risposte a chi perde il lavoro o a chi non riesce più a pagare affitto, bollette, rette scolastiche. Ma domani? Il Comune, dovendo ragionare come il buon padre di famiglia, per poter assicurare le disponibilità finanziarie al welfare si troverà necessariamente a dover reperire i fondi necessari da altri capitoli di bilancio. Eccoci di fronte alla scelta: cosa tagliare? Certamente l’effimero, il divertimento, potrebbero essere ripensati nell’ottica di un minor contributo pubblico e di un maggior coinvolgimento dei soggetti che ne traggono beneficio secondo il principio della responsabilità sociale d’impresa, rivedendo l’impostazione dell’organizzazione di eventi che comunque restano fondamentali per l’economia del nostro territorio e vanno mantenuti.

Il Comune dovrebbe essere sempre più promotore e sempre meno organizzatore, dovrebbe creare e garantire le condizioni per lo svolgimento degli eventi in termini vantaggiosi per il turismo demandando però di più agli operatori il reperimento dei fondi necessari. Dobbiamo riuscire a ottenere risultati lusinghieri come quelli degli ultimi anni riducendo il budget ma non la qualità. Ma questo sarà possibile solo con un progetto strutturale, fondato su ammodernamento e valorizzazione delle strutture ricettive oltre che sull’integrazione con le città vicine: il settore turistico, per rappresentare una valida opportunità occupazionale, deve vivere tutto l’anno. Fondamentale sarà anche portare a compimento l’iter del Piano Particolareggiato delle Strutture Ricettive. È evidente quindi che in un momento di crisi si devono operare riduzioni di spesa, ma questo non può avvenire attraverso un’operazione di taglio lineare. È proprio questo il momento di riqualificare gli interventi per riuscire a garantire la tutela delle persone più deboli: razionalizzazione delle spese e compartecipazione ad esse da parte del privato possono essere le parole chiave per riuscirci.


da Giacomo Mattioli
Consigliere Comunale - La Tua Fano
Presidente della Commissione Urbanistica-Ambiente




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-09-2011 alle 17:09 sul giornale del 10 settembre 2011 - 1419 letture

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