'Pieno sostegno di API all’Ospedale Unico. Preziosi i piccoli ospedali per il pronto intervento'

Enrico Vergoni 3' di lettura 29/05/2011 -

Nell’ultimo anno il dibattito politico provinciale è ruotato tutt’intorno all’Azienda Sanitaria Marche nord e se sia opportuno o meno la realizzazione di un ospedale unico in luogo del Santa Croce e del S.Salvatore. La politica si è divisa in 100 rivoli: chi sostiene il progetto della giunta regionale,chi specie a Fano tira fuori dal cassetto la bandierina del municipalismo estremo cavalcando l’atavica diffidenza verso Pesaro e chi compiendo un ossimoro vuole tenere in vita i piccoli ospedali così come sono ma è anche a favore della nuova struttura.



Innanzitutto bisogna partire dalle cifre; il governo nazionale ha deciso di tagliare 500 milioni di euro al fondo per la sanità e per quanto riguarda le Marche se fino all’anno scorso lo Stato ci assegnava ,come regione virtuosa,82 milioni di euro in più quest’anno ne abbiamo ricevuto la metà esatta e quindi ragionare in termini di area vasta non è una scelta ma l’unico modo per potenziare i livelli sanitari specie in un assetto territoriale frammentario come il nostro. Sicuramente però il dato più eclatante riguarda la mobilità passiva ovvero ogni anno12.000 cittadini si rivolgono ad altre strutture con un costo per le casse regionali enorme,ma questo non è che la conseguenza logica del nostro sistema fatto di piccolissimi ospedali e da due strutture ottocentesche che spinge annualmente migliaia di nostri concittadini a rivolgersi alle strutture di altre regioni in primis l’Emilia Romagna e la Lombardia. La nostra necessità deve essere quella di rispondere tempestivamente alle necessità degli anziani(30.000 malati di Alzheimer marchigiani con una forte dismogeneità nel funzionamento dei servizi offerti) e a patologie plurime in piattaforme moderne che sappiamo attrarre anche da fuori,infatti pochissimi da Milano-Bologna vengono a farsi operare dalle nostre parti ma avviene sempre più spesso l’inverso.

La proposta dell’API provinciale è quella della chiusura dei due ospedali e la creazione di un unica struttura all’avanguardia a livello nazionale che ponga fine alla mobilità verso altre regioni e per quanto riguarda i piccoli ma preziosi ospedali mantenere e potenziare il pronto soccorso ed il pronto intervento e su Pergola sarà importante attivare i 2 posti di terapia intensiva post operatoria già esistenti ed istituire un centro per la dialisi ad assisitenza limitata. Il motivo è semplice,in una provincia densamente popolata quanto un decimo di Milano non è possibile sostenere più strutture ne basta una di eccellenza per le patologie più complesse e presidi sul territorio (specie nell’ entroterra) per quelle che richiedono interventi di rapido soccorso; non è sostenibile economicamente una realtà in cui tutti vogliono nel proprio giardino l’ospedale e magari il corso universitario ,questa eccessiva delocalizzazione uccide le professionalità e la conseguente qualità della vita dei cittadini.

Ma la Regione disporrà di risorse sufficienti, non solo per costruire il nuovo ospedale, ma anche per realizzare quelle opere complementari, soprattutto le infrastrutture viarie, che si rendono necessarie per rendere funzionale la scelta che verrà effettuata? Nella scelta che verrà fatta bisogna tenere conto anche delle nuove strade perchè è su di essa che influirà molto il sito che evidenzierà il minor impatto ambientale possibile.


da Enrico Vergoni
Alleanza per l'Italia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-05-2011 alle 18:27 sul giornale del 30 maggio 2011 - 1298 letture

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