Marinucci (Verdi): dove passa la Provincia non cresce pianta

3' di lettura 20/02/2011 -

Invidiosa dell'amministrazione provinciale di Teramo che aveva definito “riqualificazione igienica e ambientale" l'abbattimento di in un area di circa due ettari e mezzo di vegetazione lungo la strada della Bonifica del Tronto (gli alberi avevano una sola colpa: quella di essere usati dalle lucciole per appartarsi con i clienti) quella di Ascoli Piceno non ha voluto essere da meno.



A San Benedetto del Tronto lungo la strada provinciale 71 per Monteprandone, con la scusa della messa in sicurezza, hanno fatto una strage di piante spontanee di due specie : Ailantus e Robinia Pseudoacacia. Gli uffici provinciali ci contattarano qualche tempo fa alludendo al taglio sporadico di alberi pericolanti lungo quel tragitto: gli uffici comunali si prodigarono subito a segnalarli in loco con una vernice spray. Cosa ti combina la Provincia? Assegna il lavoro ad una cooperativa di “tagliaboschi” senza fare alcun controllo.

Voci di corridoio dicono che questa ditta non abbia percepito alcun compenso in denaro ma solo in natura: più alberi abbattevano e più legna da ardere si accumulava giustificando la fatica. Inoltre hanno lasciato sul ciglio della strada i residui di potature non economicamente rilevanti (sterpaglie e ramoscelli), con il ritiro a carico dei cittadini sambenedettesi.

Le specie Ailantus e Robinia Pseudoacacia non fanno parte dell'elenco delle piante protette secondo la legge regionale ma per il loro apparato radicale sviluppato hanno la capacità di consolidare i terrapieni ed evitare le frane. Le prime pioggerelline di questi giorni hanno già evidenziato l'instabilità del terreno, di conseguenza considerevoli quantità fango si sono riversate sulla strada.

Il verde è infatti qualcosa che sentimentalmente vogliamo, ma spesso non siamo disposti a concedergli lo spazio e le condizioni necessarie. Ricordiamo il recente intervento sui giornali di Piunti che in veste di consigliere comunale si comporta da strenuo difensore dei pini nel Mercatino di Viale De Gasperi e da vice-presidente della Provincia si trasforma in “Attila” avallando il taglio indiscriminato di decine e decine di essenze arboree. Tale comportamento contraddittorio degli uomini del PDL sta facendo la fortuna della coppia Celani-Castelli che vedrebbero di buon auspicio la retrocessione di San Benedetto del Tronto a cittadina di secondo piano nel territorio Piceno.

I Verdi rivendicano a gran voce la messa in sicurezza della strada provinciale 71 non con interventi approssimativi perchè le frane non trovano origine nella qualità dei terreni poco coerenti e nell’abbondanza di piogge ma nell’assenza di criterio del comportamento dell'uomo. Paradossalmente, quel che meglio si dovrebbe poter controllare, ovvero il comportamento dell'uomo, finisce con lo sfuggire di mano di più: dal disboscamento dei piedi delle colline, al taglio delle pendici con innumerevoli strade, alla costruzione senza riguardo per la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti. Il problema si risolve, tecnicamente, solo con interventi di ingegneria naturale.


da Andrea Marinucci
Caprogruppo Verdi Consiglio Comunale San Benedetto del Tronto







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-02-2011 alle 11:09 sul giornale del 21 febbraio 2011 - 761 letture

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