2011: anno horribilis per i parchi?

3' di lettura 14/01/2011 -

Il nuovo anno è iniziato con una accelerazione del progetto della Piscina prevista sconsideratamente, anche se legittimamente dal punto di vista urbanistico, al centro dell’area sportiva “Trave” possibile Parco Nord della città, e con una decelerazione dell’ipotesi di Parco, parco Sud, previsto sull’area demaniale dell’ Aereoporto.



Entrambe le vicende allontanano l’ipotesi dei due parchi urbani di cui la città di Fano ha bisogno, sia per attribuire alla Città paesaggi urbani di carattere europeo, come da tempo sostengo, sia per le esigenze dei cittadini e del loro tempo libero. A fronte del clamore mediatico e del plauso generale per la ripresa dell’iter burocratico della piscina, si continua ad assistere all’assenza di riflessioni sulla opportunità di realizzarla proprio lì quando esistono almeno altre dieci possibili soluzioni di localizzazione, sia sull’area sportiva che altrove, dove l’intervento può risultare meno invasivo e meno d’impatto rispetto al tema del paesaggio urbano.

Ma la classe politica ed i cittadini (popolo bue ? ) non sembrano attendere altro che veder calare finalmente questo ingombrante ed inopportuno edificio su quella che si continua a ritenere un’area destinata ad ospitare legittimamente questa o simili attrezzature. Qualcuno potrebbe pensare che il dissenso nasca da un problema di architettura, di qualità dell’edificio che si andrà realizzare; non è così. Un progetto anche se straordinario non è in grado di giustificare la rimozione di irripetibili valori paesaggistici.

Considerare fatalisticamente la realizzazione della piscina, prevista sullo spazio verde compreso tra il parcheggio ed il campo di Baseball, come un fatto scontato, come il punto di arrivo di scelte (sbagliate) a monte, come la necessaria conclusione di un iter amministrativo, tortuoso, con i suoi ritardi, aumenti di costi, limiti intriseci, è alla base di questo sostanziale accordo della classe politica di governo e di opposizione, di allora come di oggi, con cui si butta a mare un’idea di parco urbano per la città. Nonostante nel tempo non ci sia stata grande coerenza tra gli interventi originariamente previsti dall’Arch. Lamedica e le successive realizzazioni deliberate, il contesto della Zona Sportiva “Trave” è rimasto fino ad oggi in qualche modo armonico con il bel fondo paesaggistico della collina di Belgatto, non irreparabilmente sfigurato dall’insieme di elementi incongrui e di edifici dissonanti col progetto originario (p.es. la tribuna dello stadio Zengarini).

Ma dire queste cose in una città dove il tema del paesaggio urbano è estraneo ai più, dove la “fanesitudine” è uno slogan coniato senza aver chiaro lo sfondo culturale che sottende, dove imbonitori ci vogliono far vedere paesaggi urbani inesistenti, morganici, dove la paccottiglia degli interessi invischia senza soddisfacenti mediazioni le vicende urbanistiche della città, dove si prendono decisioni senza analisi e partecipazione, dove si confonde il Piano col progetto della città, è come per un naufrago affidare la sua sorte ad un messaggio in bottiglia!








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2011 alle 15:54 sul giornale del 15 gennaio 2011 - 2906 letture

In questo articolo si parla di attualità, Giorgio Roberti

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