La protesta di Sassonia, presenti al sit-in anche gli operatori turistici

sit-in di protesta del comitato Sassonia sud in Regione 3' di lettura 10/11/2010 -

Come operatore turistico, ho voluto essere presente alla mobilitazione del Comitato Sassonia ad Ancona per sostenere la loro giusta rivendicazione.



Ho assistito al dibattito e quindi alle motivazioni, giustificazioni, posizioni, impegni e promesse dell’Assessore regionale e francamente mi è sembrato di assitere ai soliti discorsi che vengono fatti nelle occasioni quando si devono sostenere delle “cause perse” e la politica trova il modo di rendere possibile l’impossibile. Anche 8 anni fa, assieme a molti operatori preoccupati dell’ersosione delle spiagge, ero presente in un’assemblea a Senigallia in cui il presidente Spacca affermava solennemente che i problemi della costa marchigiana sarebbero stati affrontati e risolti in modo definitivo con un progetto complessivo ed una seeria programmazione degli interventi. A distanza di anni, siamo alle solite. Da qualche parte ci sono spiagge “fortunate”, da altre parti quelle “sfortunate” e non solo a causa “delle imprevedibilità naturali”.

Quindi fa bene il Comitato ad utilizzare tutti i mezzi civili per porre all’attenzione delle istituzioni il grave problema della Sassonia, ma sarebbe molto più incisivo se anche le Associazioni e tutti coloro che si occupano di turismo e quindi interessati al problema (senza spiaggia non si fa turismo) fossero maggiormente vicini a spaleggiassero più decisamente le battaglie del comitato. Infatti, se oggi il problema acuto è Sassonia Sud, altri tratti della riviera di Fano, (Fossa Sejore, Metaurilia, Torrette, Ponte Sasso, Marotta), sono in pericolo di scomparsa a secondo da dove arriva la mareggiata. Dal dibattito degli ultimi mesi, emerge che il comune di Fano fa bene la sua parte, che la Provincia si chiama fuori (anche se, come ente sovracomunale e nei casi di emergenza, dovrebbe essere particolarmente vicino e attivo) e che la Regione Marche, sulla quale ricadono le competenze e la gestione della salvaguardia della costa, pur intervenendo con consistenti fondi in diversi tratti della costa marchigiana, per quanto riguarda Fano si è lavata le mani scaricando le responsabilità del reperimento dei finanziamenti necessari sul Govereno. Dobbiamo sperare (e questo per una parte politica sarebbe veramente assurdo) che il Governo non cada o che a sua volta non rimpalli le responsabilità sulla comunità Europea!

In ogni caso, per risolvere i problemi di Fano, si è detto che occorrono almeno 4 milioni. Pertanto se il governo deciderà che quei soldi, destinati alla protezione del terriotrio, potranno essere utilizzati per risolvere definitvamente l’erosione nel fanese, bisognerà vigilare bene e da parte di tutti (Comune, Comitato Sassonia, Associazioni di categoria, Operatori turistici) affinchè quei soldi arrivino tutti a Fano e che siano veramente uitilizzati a tale fine e che non ci siano altre furbizie e sotterfugi poco chiari così come accaduto in passato allorchè, interventi che dovevano risultare definitivi, si sono dimostrati, in diversi tratti, addirittura peggiorativi perché i lavori sono stati fatti…. a metà.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2010 alle 23:28 sul giornale del 11 novembre 2010 - 1842 letture

In questo articolo si parla di attualità, Bruno Rapa, comitato sassonia sud

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