Le polveri sottili, l’incubo delle sanzioni Ue, ma soprattutto la salute dei cittadini

inquinamento 3' di lettura 02/11/2010 -

L'assessore a Viabilità e Trasporti Settimio Capriotti interviene sul ventilato blocco del traffico e il problema dell'inquinamento atmosferico.



Che occorra promuovere delle azioni volte a migliorare la qualità ambientale dell’aria è una scelta amministrativa obbligata; come perseguirla e realizzarla non può essere un diktat, specialmente se le azioni proposte non danno le sufficienti garanzie di risultato.

Nella seconda bozza del decreto del presidente della giunta regionale vi è un “allegato A” che consiste in una cartina geografica delle Marche dove, evidenziati in grigio, vengono riportati i territori comunali “nei quali i livelli di pm10 comporta il rischio del superamento dei valori limite di qualità dell’aria o dove tali valori sono già stati superati nel corso del 2010”. Questo significa che non tutti i territori hanno la stessa impellenza di azioni immediate. San Benedetto per esempio non ha ancora superato le 35 giornate di sforamento dei 50 microgrammi per metro cubo di pm10 e soprattutto ha una media giornaliera di 31,7 contro quella limite che è di 40.

Con ciò non voglio sminuire il problema che anzi ho sempre evidenziato sin dai primi giorni del mio mandato proponendo soluzioni volte a contenerlo e mitigarlo, non potendo certo risolverlo anche perché il traffico è solo una concausa dell’inquinamento dell’aria. Bene fa quindi la Regione a prevedere misure relative agli stabilimenti industriali e commerciali che vedranno le loro autorizzazioni alle emissioni in atmosfera di polveri ridursi del 10%. Giusto prevedere interventi relativi agli edifici pubblici e privati, indicando una temperatura non superiore ai 20° C. Sono meno convinto del blocco del traffico veicolare per particolari categorie di veicoli ritenuti più inquinanti. Innanzitutto ci sono cittadini che non possono permettersi di comprare una nuova auto e non possiamo penalizzarli oltremodo. Ma soprattutto diventerebbe molto costoso e poco praticabile il controllo.

Pensate che un cartello a norma UE per apporvi tutti i divieti dovrebbe avere le dimensioni di m 2,50 x 4 con le lettere maiuscole di 11 cm e le minuscole di 7 ed un costo di 1.500 euro. A San Benedetto, nelle diverse intersezioni, se ne dovrebbero apporre almeno una cinquantina. A mio giudizio sono altri gli interventi da fare per razionalizzare e snellire il traffico nei centri urbani. Migliorare il trasporto pubblico è imperativo. Nel decreto sono giustamente previsti divieti per gli autobus più vecchi (bene abbiamo fatto a volerli nuovi e a metano). Ma come si può continuare a rinnovare il parco mezzi con i tagli fatti dal governo al trasporto pubblico locale? È necessario intervenire promuovendo azioni e strutture a sostegno della mobilità dolce e sostenibile, quali piste ciclabili, parcheggi scambiatori, corsie preferenziali, nuove metodologie per il sistema distributivo delle merci nel centro, creazione di zone 30 e zone a traffico limitato come quella che discuteremo insieme ai residenti e ai commercianti del centro questa sera alle ore 18, perché tutti insieme vogliamo concorrere a promuovere una migliore qualità socio-eocnomico-ambientale della nostra città. Mi auguro che la Regione ci aiuti a realizzare questi interventi che a mio modesto parere possono dare risultati concreti e duraturi nel tempo. Se poi si trovassero i soldi per la circonvallazione….






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-11-2010 alle 14:05 sul giornale del 03 novembre 2010 - 1231 letture

In questo articolo si parla di attualità, inquinamento, san benedetto del tronto, Comune di San Benedetto del Tronto

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