Al Teatro Concordia di scena i teatri d’Abruzzo con 'Così è (se vi pare)'

teatro 3' di lettura 15/09/2010 -

Forse l’opera più corale di Pirandello, “Così è (se vi pare)” gioca sull’essere e sull’apparire, traendo spunto dal terremoto del 1915. Il terremoto della Marsica, cui Pirandello fa un rapido accenno nell’opera, corrisponde nell’allestimento dei Teatri d’Abruzzo al franare dell’architettura emotiva e psicologica del Signor Ponza e della Signora Frola.



Il salotto Agazzi diventa un microcosmo autosufficiente in cui personaggi creati da una realtà mediatica incarnano ruoli autoreferenziali, cui nulla importa della verità reale. La rilettura dell’opera pirandelliana risente degli ultimi avvenimenti che hanno sconvolto l’Abruzzo. “Così è (se vi pare)”, intreccia il passato al presente: una riflessione sull’ingerenza dei mass-media nella realtà quotidiana, l’alterazione e l’offuscamento della verità in contrasto con la vita dei personaggi, vittime delle convenzioni, anime alla ricerca di una ricostruzione del proprio equilibrio.

Teatri d’Abruzzo è un’associazione costituita nel 2006 da compagnie teatrali abruzzesi (Teatro Lanciavicchio di Avezzano, Teatro del Paradosso di Loreto Aprutino, Terrateatro di Giulianova), che lavorano da oltre 30 anni attraverso produzioni, scuole di teatro, laboratori nelle scuole, organizzazione di festival e rassegne, promuovendo la cultura teatrale abruzzese e l’avanguardia del teatro italiano ed estero.

Si è chiusa domenica scorsa la prima parte dei Teatri Invisibili 2010, svoltasi al Teatro dell’Arancio di Grottammare. Un’occasione, per Piergiorgio Cinì, direttore artistico della rassegna, per un breve consuntivo dei quattro spettacoli andati in scena. Con “È bello vivere liberi!”, l’attrice Marta Cuscunà aveva chiuso gli Invisibili 2009, e ora ha riaperto gli Invisibili 2010, con uno spettacolo rinnovato e arricchitosi di quattro nuovi quadri: un segno tangibile della qualità della sua proposta. Straordinario il modo in cui un’attrice così giovane si è misurata con profondità e senza retorica in una tematica così importante come la Resistenza. Interessante l’impiego all’interno del dramma dei pupazzi in qualità di attori.

“Zona Paradiso” Teatro Scalo ci ha offerto la grandissima prova d’attore di Franco Ferrante, che è riuscito a costruire su una storia apparentemente scarna e poco ricca una riflessione profonda sulla solitudine della società d’oggi. Su tutto si ricorda la frase centrale pronunciata nello spettacolo: “A parte la vita, va tutto bene!” Notevole anche la scelta minimalista della scenografia, che mostrava soltanto la scrivania del commissario e le tendine di una veneziana che creava un suggestivo effetto di luce sui personaggi.

La compagnia Fortebraccio ha prodotto con “Iago” un’arguta riscrittura del classico di Shakespeare. Alcune parti salienti del testo vengono reiterate e ripetute, con effetti comici e grotteschi. La musica era intensissima e sempre presente, accompagnata da una scansione molto ritmica del verso. Straordinarie anche le luci di Max Mugnai, formatosi alla scuola di Leo De Berardinis. C’erano poi vari momenti in cui nel testo originale entrava un linguaggio quotidiano con elementi popolari. Pur girando da anni i teatri di tutt’Italia, grazie agli Invisibili l’attore Roberto Latini si è esibito nelle Marche per la prima volta.

Gli Omini con “Gabbato lo santo” utilizzano la parola in modo surreale, con una bravura che li ha portati in pochissimi anni al successo nazionale. A fine settembre metteranno in scena a Spoleto il “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria, per la regia Massimiliano Civica. Tra l’altro, anche Civica è stato qui agli Invisibili, avendo curato la regia degli spettacoli di Andrea Cosentino.

Per concludere, bellissimo è stato anche l’incontro di sabato 11 per la presentazione di “Invisibili realtà. Memorie di Re Nudo e incontri per un nuovo teatro”. All’incontro è accorso tantissimo pubblico, che ha potuto apprezzare gli interessanti interventi di Marco De Marinis e Pierfrancesco Giannangeli. Un segno tangibile del sostegno e dell’affetto che la nostra provincia nutre per queste due importanti realtà: i gli Invisibili e per Re Nudo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-09-2010 alle 18:11 sul giornale del 16 settembre 2010 - 607 letture

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