Perozzi (Vinea): 'Tutti insieme per valorizzare i prodotti del territorio'

11/09/2010 -

La polemica che si è innescata sulle sagre e i conseguenti interventi di associazioni di categoria, Pro Loco, Enti Locali, impongono una serie di riflessioni che dovrebbero coinvolgere tutti gli operatori che a vario titolo hanno a che fare con il settore enogastronomico.



Non v’è dubbio che per le manifestazioni a carattere temporaneo si imponga una regolamentazione, perché molte di esse non hanno nulla di tipico e, a mio avviso, le sagre devono, anch’esse, essere vetrine di un territorio; vetrine in cui la tipicità e la qualità degli alimenti siano elementi discriminanti e qualificanti.

Ritengo quindi che il problema non sia soltanto quello del numero di sagre, seppure alto, ma dei prodotti utilizzati per la preparazione dei piatti. Un argomento questo che, seppure in maniera diversa, coinvolge tutti gli operatori della ristorazione.

È necessaria, infatti, un’azione collettiva per utilizzare prodotti del territorio dal vino all’acqua, passando per tutte le materie prime necessarie per la preparazione dei piatti. Un’utopia? Assolutamente no, dal momento che alcuni ristoratori hanno condiviso questa filosofia, puntando con decisione sui prodotti del territorio, ottenendo riscontri molto positivi.

Ovviamente quando parlo di prodotti del territorio mi riferisco a prodotti con garanzie di tracciabilità e qualità che garantiscano sia il ristoratore sia il consumatore finale. Se si riesce a stabilire che l’intera filiera possa essere controllata e tracciata si avrebbe il vantaggio di proporre produzioni locali, di alta qualità e strettamente connesse alla nostra realtà produttiva territoriale. In pratica saremmo in grado di rispondere ad una delle principali richieste del turista tipo, ossia vivere un territorio nella sua pienezza, poter svolgere un’esperienza di viaggio completa immergendosi, non solo in un territorio eccezionale dal punto di vista ambientale, architettonico e culturale ma anche capace di proporre al meglio e diffusamente le sue produzioni enogastronomiche.

La ricchezza enogastronomia, deve diventare quindi una delle principali fonti di attrattiva territoriale ed in questo gli attori principali sono tutti gli operatori del settore ricettivo. Tra l’altro, facendo sistema si potrebbe ottenere l’indubbio vantaggio di poter proporre prodotti di qualità a costi assolutamente competitivi rispetto a tanti altri prodotti di cui non si conoscono né origine, né filiera, garantendo anche ai produttori agricoli un giusto reddito.

Qualche anno fa Vinea ha lanciato l’iniziativa del Marchio d’Area Vinea Qualità Picena con l’obiettivo di stimolare e sostenere la produzione di alimenti di qualità, con materie prime provenienti esclusivamente da coltivazioni e allevamenti locali, avviando il progetto con la produzione e la commercializzazione di pasta biologica.

L’obiettivo era proprio quello di ottenere una produzione di alta qualità (da questo punto di vista sono stati molti gli apprezzamenti sia da parte di ristoratori sia di consumatori per la nostra pasta) fortemente legata al nostro territorio, garantendo anche ai coltivatori dei giusti livelli di remunerazione, cosa assolutamente necessaria, visti i prezzi di mercato delle produzioni agricole, se vogliamo dare un futuro alle nostre aziende agricole.

Detto ciò eviterei quindi qualsiasi tipo di crociata pro o contro le sagre e le altre manifestazioni del genere, concentrando piuttosto gli sforzi verso la realizzazione di disciplinari per le produzioni locali, premiando e promuovendo ristoratori e operatori intenzionati a rispettarli e ad utilizzare materie prime del nostro territorio.

Vinea è disponibile a partecipare ad un progetto con queste caratteristiche. La nostra cooperativa ha presentato un piano articolato finalizzato alla promozione delle eccellenze enogastronomiche che sarà sviluppato nel prossimo triennio, il piano potrebbe attivare importanti risorse finanziarie da utilizzare in iniziative promozionali a livello locale, nazionale e internazionale. Crediamo che un forte incentivo all’utilizzo dei prodotti del territorio certificati potrebbe essere l’inserimento negli eventi promozionali di quegli operatori della ristorazione più virtuosi che si impegnino al rispetto dei disciplinari. In questo contesto anche le sagre potrebbero diventare importanti vetrine per i prodotti tipici, a patto di usare prodotti certificati.

Questa è la strada da seguire per raggiungere contemporaneamente alcuni importanti obiettivi: stimolare le aziende a produrre seguendo criteri e tecniche di qualità con la garanzia di ottenere un giusto compenso, stimolare gli operatori della ristorazione a concentrarsi sui prodotti del territorio e operare una selezione naturale nei confronti delle iniziative temporanee, sagre e quant’altro, che non dovessero rispettare i disciplinari.

Occorre uno sforzo collettivo per avvicinare la realtà produttiva a quella della ristorazione, sagre comprese, credo che sia veramente il punto di svolta per valorizzare al massimo il patrimonio enogastronomico del nostro territorio anche e soprattutto a fini turistici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-09-2010 alle 14:57 sul giornale del 13 settembre 2010 - 690 letture

In questo articolo si parla di enogastronomia, turismo, politica, vinea, ido perozzi

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