Misure di sostegno ai lavoratori iscritti nelle liste di mobilità

valeriano camela 3' di lettura 30/08/2010 -

Premesso: che nell’ultimo triennio il territorio marchigiano è stato interessato da una progressiva ed ingravescente crisi economica ed occupazionale che vede migliaia di persone sostenute dal sistema degli ammortizzatori sociali.



Che nel 2009 circa 14.700 persone risultano essere in mobilità, di cui 4.830 indennizzata, ovvero persone licenziate che usufruiscono di tale ammortizzatore sociale per un periodo che va da 1 a 3 anni (da 2 a 4 anni per il Piceno) oltre ai lavoratori in mobilità in deroga che usufruiscono di un’indennità per un massimo di sei mesi, come risulta dalle liste tenute presso i centri per l’impiego.

Che le persone che si trovano in questa gravosa condizione e con carichi familiari si trovano in grande difficoltà economica causa la significativa riduzione del reddito familiare; Considerato: che attraverso gli ammortizzatori sociali quantificabili in alcune centinaia di euro mensili si riesce a garantire un contributo utile al solo sostentamento in questa critica fase congiunturale, certamente non sufficiente a garantire la stabilità economica.

Che le persone fuoriuscite dal mercato del lavoro, se la situazione di disoccupazione permane per lungo tempo, vanno incontro a rischiosi cambiamenti della visione della vita e della società, problematiche che si aggiungono alle difficoltà economiche derivandone tensioni familiari che spesso mettono a repentaglio la tenuta delle famiglie stesse con le intuibili gravi ripercussioni sociali; Ritenuto opportuno dare la possibilità alle persone in mobilità di svolgere lavori di interesse pubblico, cioè a beneficio della comunità; Valutato che a fronte del servizio prestato può essere riconosciuto un compenso economico utile ad integrare lo scarso reddito disponibile.

Considerato altresì che tali servizi di pubblico interesse possono riguardare l’area sociale, la manutenzione del patrimonio pubblico, dell’arredo urbano, degli argini dei fiumi, dei boschi ecc... Ritenuto opportuno che tali servizi vadano gestiti direttamente da soggetti privati anche associati, compresa la forma cooperativa, consorzi, ecc., e che la parte pubblica intervenga esclusivamente nel contributo all’analisi, alla progettazione, alla promozione e coordina-mento delle attività ed attraverso un eventuale contributo economico, così da non creare false aspettative di lavoro nel pubblico, evitando ogni confusione e similitudine con la vecchia esperienza dei lavori socialmente utili.

Ritenuto che la formazione di associazioni o consorzi d’ imprese o di cooperative e comunque l’aggregazione di privati per la gestione di tali nuovi servizi può essere, una volta avviato e sviluppato il progetto, un nuovo stimolo all’economia che può creare anche nuovi posti di lavoro; Visto che è imminente la scadenza di una parte degli ammortizzatori sociali per molti lavoratori e che tali iniziative potrebbero creare nuove occasioni di ricollocazione nel mercato del lavoro attraverso le aziende utilizzatrici.

Impegna la Giunta regionale ad adottare tutte le misure necessarie a costruire le condizioni per l’attuazione di iniziative e progetti mirati agli obiettivi di cui sopra, coinvolgendo le altre Istituzioni locali, le Organizzazioni rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori e tutti gli attori utili, al fine di mettere in sinergia la necessità di lavoro di molti cittadini colpiti dalla crisi con l’esigenza di sviluppare nuove attività produttive e/o servizi importanti per migliorare la qualità della vita dei marchigiani.


da Valeriano Camela
Capogruppo Regionale UDC





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-08-2010 alle 17:04 sul giornale del 31 agosto 2010 - 614 letture

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