Il corso in storia e beni culturali riparte dalla Sibilla

la sibilla 4' di lettura 01/04/2010 -

Si intitola "La Sibilla dal Guerrin Meschino al Tannhäuser di Richard Wagner" il 7° Corso d'aggiornamento in Storia e Beni Culturali, che si svolgerà nel mese di aprile presso il teatro “Enrico Cecchetti” di Civitanova.





Per tre lunedì, 12, 19 e 26, i professori Stefano Papetti, Cesare Catà e Maurizio Verdenelli, coordinati da Enrica Bruni, direttore della Pinacoteca comunale “Marco Moretti” esploreranno i misteri della Sibilla e i loro risvolti artistici, filosofici e storici. In particolare, Stefano Papetti illustrerà il tema "La Sibilla nell'Arte marchigiana" (19 aprile), Cesare Catà, per il comparto filosofico e geografico-naturalistico, parlerà de "Monti Sibillini: cultura fantastica e prospettive filosofiche".


La chiusura del 26 aprile toccherà a Marcello Verdenelli, per il comparto Storia e Letteratura Italiana, con "Note sulla Sibilla letteraria". Le lezioni avranno inizio alle ore 16,00. “E’ la settima edizione del corso – ha spiegato Enrica Bruni. Lo scorso anno, gli appuntamenti hanno visto protagonista la figura di Sibilla Aleramo, facendo registrare una presenza media di 249 partecipanti. Contestuale agli incontri, nella sala Foresi si svolgerà una mostra sulla Sibilla, incentrata su incisioni a tema fatte da donne”. Il Corso, ideato dalla Pinacoteca Civica Marco Moretti di Civitanova Marche Alta, è attuato con la collaborazione dell’Assessorato ai Servizi Educativi e Formativi e dall'Azienda Speciale Teatri di Civitanova.


E’ gratuito, aperto a tutti, e rivolto in modo particolare agli insegnanti, studenti della Scuola Media Superiore e universitari. Gli incontri seminariali si avvalgono della collaborazione dell’Università di Macerata Sede di Civitanova Marche, Scuole di ogni Ordine e Grado,Ufficio Scolastico Regionale per le Marche ed hanno ricevuto i Patrocini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali MIBAC, del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca MIUR, dell'Ufficio Scolastico Regionale Marche, della Provincia di Macerata, Sistema Museale della Provincia di Macerata.


La Sibilla è una figura presente nella mitologia greca e in quella romana, una vergine dotata di virtù profetiche ispirata dal dio Apollo, in grado di fornire responsi e fare predizioni, per lo più in forma oscura o ambivalente. Uno dei più famosi responsi di una sibilla latina è la frase "Ibis redibis numquam peribis"ovvero andrai tornerai non morirai.

Tra le più conosciute, la Sibilla Eritrea, la Sibilla Cumana e la Sibilla Delfica, rappresentanti altrettanti gruppi: ioniche, italiche ed orientali. Lo scrittore reatino Marco Terenzio Varrone (116-27 a.C.) ne enumera dieci in ordine di antichità: Persica, Libica, Delfica, Cimmeria, Erythrea, Samia, Cumana, Ellespontica, Frigia, Tiburtina. Una delle sibille non citate da Marrone, in quanto sorta in epoca medievale, è la Sibilla Appenninica detta anche "Oracolo di Norcia" che viene legata alla Grotta della Sibilla situata sul Monte Sibilla nella catena dei Monti Sibillini. Da nome proprio, col tempo, Sibilla è diventata una definizione, una specificazione, passando a designare un tipo particolare di profetessa. Ciò avvenne in seguito al sorgere in diversi luoghi sacri di santuari nei quali venivano proferiti degli oracoli, ed al parallelo fiorire di raccolte di profezie. Le Sibille hanno ispirato l'arte cristiana dall'XI secolo in poi, ispirando numerosi cicli pittorici, scultorei ed incisori.


Le Sibille più conosciute sono quelle affrescate da Pinturicchio in Vaticano, da Perugino nella Sala dell'Udienza nel Collegio del Cambio a Perugia; da Raffaello, famose quelle affrescate da Michelangelo per la Cappella Sistina a Roma tra cui la Sibilla Delfica, la Sibilla del Guercino e quella che si trova nel Santuario della Madonna dell'Ambro dipinta da Martino Bonfini e ancora nella Santa Casa di Loreto dove si trova una statua della Sibilla. Geograficamente, la Grotta delle Fate o Grotta della Sibilla è una caverna ricavata nella roccia e raggiungibile solo a piedi che si trova a 2150 metri sul livello del mare, nei pressi della vetta del Monte Sibilla che appartiene alla Catena dei Monti Sibillini.

La grotta deve il suo nome alla leggenda della Sibilla Appenninica, secondo la quale essa non era altro che il punto d'accesso al regno sotterraneo della Regina Sibilla. Il complesso ipogeo viene descritto, sulla scorta dei racconti popolari, per la prima volta nel 1420, dal francese Antoine de La Sale che si reca alla grotta su ordine della Duchessa Agnese di Borgogna. Egli, però, a causa delle frane già avvenute nell'alto medioevo all'interno della grotta, può disegnarne (con rara precisione) soltanto la pianta topografica del vestibolo dell'antro ancora conservato intatto. Una più recente e senz'altro affidabile descrizione è fornita a metà XX secolo dal Lippi-Boncambi: lo studioso fu uno degli ultimi visitatori della grotta prima che l'ingresso crollasse definitivamente a seguito di un utilizzo scellerato di esplosivi che, invece di contribuire ad aprirla ulteriormente, ne causò la chiusura forse definitiva.


Informazioni e prenotazioni:

Direzione Pinacoteca Comunale "Marco Moretti", Civitanova Marche: telefono e fax 0733-891019,

info@pinacotecamoretti.it www.pinacotecamoretti.it






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-04-2010 alle 11:10 sul giornale del 02 aprile 2010 - 1491 letture

In questo articolo si parla di cultura, san benedetto del tronto, Comune di San Benedetto del Tronto, sibilla





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