Concessioni balneari a rischio?

Vittoriano Solazzi 03/11/2009 - Si è svolto presso l\'Auditorium della Fiera di Ancona l\'incontro \"Concessioni balneari a rischio? Insieme per difendere la piccola e media impresa\". Presenti gli operatori balneari concessionari di tratti demaniali di spiaggia, i rappresentanti delle associazioni di categoria e l\'assessore regionale al Turismo, Vittoriano Solazzi.


La questione principale affrontata nel corso della conferenza stampa riguarda la messa in mora dell\'Italia da parte dell\'Unione Europea, in seguito ad una denuncia di \"soggetti non riconosciuti\" il 2 febbraio di quest\'anno. Il nodo principale riguarda il presunto contrasto dell\'art. 37 del Codice della Navigazione con l\'art. 42 del Trattato Comunitario. Il \"tacito rinnovo\" delle concessioni previsto dal nostro ordinamento sarebbe, infatti, in conflitto con il principio comunitario della libertà di iniziativa di impresa nel territorio della Comunità Europea, come illustrato dal rappresentate delle associazioni di categoria, Enzo Monachesi. Quest\'ultimo ha anche ricostruito brevemente le tappe della procedura di infrazione nel corso del suo intervento: \"il 7 aprile, in risposta all\'avviso inoltrato dalla Comunità Europea, il Governo italiano si impegna a modificare l\'articolo 37, senza nessun confronto con le categorie. Il 4 agosto la Comissione sollecita il Governo e fissa l\'ultimatum al 15 settembre, poi spostato inderogabilmente al 28 dicembre\". Molto critiche le posizioni degli imprenditori balneari nei confronti del Governo italiano, in particolare riguardo la presuntà immobilità del ministro Brambilla, ed Enzo Monachesi esprime questo dissenso con parole molto ferme: \"i sandacati non accettano nessuna proroga, e nemmeno discussioni di eventuali risarcimenti. L\'unica strada percorribile è quella della deroga\".



Su posizioni analoghe anche l\'intervento dell\'assessore regionale al turismo Vittoriano Solazzi, che propone \"un impegno corale per ottenere risultati, sganciando la questione da possibili polemiche politiche tra amministrazioni di centro-destra e di centro-sinistra\". Solazzi ricorda come il lavoro svolto in questi anni dagli imprenditori balneari titolari di concessione abbia contribuito notevolmente alla qualificazione turistica della nostra regione e del nostro paese, puntando poi il dito sull\'inerzia assoluta nei rapporti tra Governo, regioni ed associazioni di categoria dall\'avviso di messa in mora inoltrato dalla Commisione Europea a febbraio. L\'assessore annuncia poi di aver preso contatti con il coordinatore della Conferenza stato - regioni per \"aprire un tavolo di trattativa con il ministro Brambilla, dando così un segnale forte per uscire da questo immobilismo\". Alla fine del suo intervento, Solazzi esprime preoccupazione per quella che sembra una vera e propria \"volontà di smantellare il sistema italiano delle concessioni per mettere in piedi un altro sistema, basato sull\'ingresso delle multinazionali del turismo nel nostro paese, che andrebbero a colpire la realtà delle piccole e medie imprese in nome di quella finanziarizzazione dell\'economia che creerebbe altre forme di monopolio. Il nostro paese ha una forte tipicità in questo settore, sia dal punto di vista sociale che da quello della gestione, ed è un sistema che va assolutamente tutelato\".



E\' previsto per il 9 novembre l\'incontro a Roma tra gli assessori regionali al Turismo e il ministro Michela Brambilla, mentre Enzo Monachesi annuncia che il 26 novembre avrà luogo a Roma una grande manifestazione degli imprenditori balneari.





Questo è un articolo pubblicato il 03-11-2009 alle 16:41 sul giornale del 04 novembre 2009 - 1457 letture

In questo articolo si parla di attualità, Vittoriano Solazzi


Assessore, Lei sa cosa sono le \"spiagge libere\"? E chi le difende e le tutela? Per carità, i Concessionari fanno benissimo il loro lavoro ed è giusto che siano tutelati, Ma un occhio anche ai \"bisogni\" dei cittadini che non possono pagarsi il sole nelle concessioni. E invece, accessi, sicurezza e pulizia nelle spiagge libere son spesso problemi irrisolti e lasciati alla sola buona volontà di qualche amministratore locale... E i cittadini che per scelta o necessità frequentano le spiagge libere, hanno scarsissima assistenza e possibilità di godersi il mare che, fra l\'altro, il Padreterno avrebbe creato \"libero\". Auguri ai Bagnini e concessionari, ma ricordarsi anche dei cittadini meno fortunati non sarebbe male.

giusto quanto scritto sopra tra stabilimenti balneari - stabilimenti delle forze d\'ordine ( dove hanno parcheggio gratis -lettino sottocosto - bar e ristorante al prezzo di una mensa / e...io pago ) parcheggi a pagamento , siamo arrivati ad avere spiaggia libera a ridosso delle fognature non trovo giusto che nessuno multi a chi porta i lettini fino alla riva e , basta a piangere , sembra che basti una pioggia per far si che la stagione e\' una rimessa e in + bisogna multare e togliere la concessione a chi non rispetta le regole ( a fine stagione si deve smontare tutto per poi rimontare ad inizio stagione ) gente onesta anche tra chi ha stabilimenti , basta con chi cerca di fare il furbo.

L\'infrazione alla normativa UE in tema di affidamento di servizi e beni in concessione è evidente. Al punto che alcune regioni hanno già provveduto ad adeguarsi. Strano che l\'assessore regionale non lo sappia.

Mi fa piacere vedere che anche altri lettori \"sentano\" il problema spiagge libere... nel senso che indicano, - direttamente o indirettamente - anche qualche soluzione per risolverlo o, almeno, alleviarlo.<br />
All\'assessore, rimanendo in tema, faccio una proposta: Visto che il sole, quando c\'è, picchia anche in riva al mare e nelle spiagge in concessione, perchè non suggerire (o, meglio, indicare in modo specifico, magari come una delle condizioni per avere la concessione)di utilizzare per i servizi acqua calda che potrebbe essere facilmente \"reperita\" dagli impianti a PANNELLI SOLARI ? Possibile che \"i soloni\", assai più esperti di me, non abbiano suggerito la cosa almeno ai \"nuovi concessionari\"?<br />
L\'unica cosa è adagiarsi a protezione dell\'esistene e comunque difenderlo, diventando così veri CUSTODI DEL DSORDINE? Sveglia, compagni e amici! E facciamo anche in modo che \"la tassa dell\'ombra\" non finisca col diventare insostenibile anche a chi fino ad oggi è riuscito a pagarla. Ripeto, sempre col massimo rispetto del lavoro dei Concessionari e Bagnini.

Si potrebbe anche fare, ma il regolamento (se non ricordo male) prevede che tutto quello che sta sulla spiaggia sia facilmente e totalmente asportabile: non sempre quegli impianti lo sono.<br />
Tra l\'altro, finita la stagione, tenuto conto che \"quella roba\" costicchia, se fossi un concessionario non mi piacerebbe lasciarla lì..alla mercè di tutto/tutti.<br />
Lo stesso problema per il fotovoltaico: avoglia ad usufruire degli incentivi, ma per rientrare delle spese l\'impianto una volta messo deve stare lì per 20 anni... ma convincere il demanio non è facile.<br />
Certo, se il regolamento edilizio lo permettesse e si arrivasse ad un accordo con il demanio, sarebbe una soluzione fantastica per rendere autonomi diversi possibili servizi in spiaggia: ed avere al contempo ombra ed energia pulita.

Sig. “!Daniele_sole”, penso che “Metauro” per impianti solari intenda solare - termico, per la sola produzione di acqua calda. Detti impianti si ammortizzano in 5-6 anni per un uso domestico, ma ritengo che per le concessioni balneari, usati solo ed esclusivamente nella stagione estiva e belle giornate questo possa avvenire in molto meno. Non le sembra vergognoso usare il gas-metano per scaldare l’acqua delle docce sotto la canicola estiva? Parla di rimozione degli impianti, ma le risulta che le caldaie a metano vengano rimosse? I capanni ed i servizi sono in prefabbricati in cemento e restano lì così come il cartellone che elenca un infinità di servizi, da “Beach volley” fino a “Internet free” e se ci fa caso manca la parola “SPIAGGIA” o “MARE”. Tante sono le costruzioni che, non solo non lasciano il libero accesso alla battigia come di diritto, ma non permettono nemmeno la vista del MARE. Chi passeggia in Sassonia o al Lido spesso dimentica che dietro quelle barriere c’è il MARE. Mare - nostrum).<br />
Come possiamo sperare di attirare il turismo con una concorrenza ai confini molto più qualificata?<br />
Come dice Bruno Rapa se non interveniamo presto perdiamo anche il poco di turismo che è rimasto.<br />