Venturelli: \'Per il bimillenario dell’Arco d’Augusto facciamo le cose in grande\'

arco di augusto fano 3' di lettura 01/10/2009 - Visto che l’assessore alla Cultura programma letture per la cittadinanza e vuol celebrare il bimillenario dell’Arco d’Augusto mediante conferenze e l’illuminazione delle Mura, non sarebbe il caso di osare anche qualcosa di più, vista l’importanza dell’evento?

Per esempio, stampare un’edizione fanese dell’opera di Vitruvio, in brossura, corredata con le migliori interpretazioni del testo antico e offrirne i volumi agli studenti delle scuole a prezzo ridottissimo. Perché non facilitare il contatto di una così grande opera con i giovani? E’ cosi che, fra le grandi menti del passato ed i ragazzi nascono quei fili segreti, quegli innesti, capaci di allargare il campo, poi, anche alla ricerca scientifica sino alla concretezza del lavoro futuro degli stessi giovani. Favorirlo sarebbe una scelta benemerita in quanto la Cultura necessariamente viene prima delle scelte partitiche di ciascuno. Farlo proprio a Fano in occasione del bimillenario, lo sarebbe ancora di più. Basta leggerlo quel libro, al di fuori dalle rivalità infantili fra maturi Antichisti, per comprendere la qualità dell’eredità che abbiamo. Proprio in tale rapporto di Vitruvio con Fano che è certissimo sia in quel testo che nei resti della città Romana, si trova il nostro D. N. A. tale che sui cartelli stradali si dovrebbe scrivere il blasone “Fano, citta Vitruviana”.

Ciò che, i giovani sapranno da quella lettura determinerà il modo con cui “vedranno” la città, e quel contatto illuminerà probabilmente meglio delle luci sull’Arco, mettendoli in grado di comprendere compiutamente l’esortazione di Pierre Gros –“Cosa aspettate a valorizzare quel che possedete”- già rivolta ai Fanesi , in occasione del restauro delle Mura. Esortazione che contiene anche l’idea del Centro Studi Vitruviano sul quale l’assessore dichiara:-”può avere una sua validità ma in altri contesti e con altre giustificazioni”. Quale miglior contesto di ora, quale migliore giustificazione se non quella di far crescere la consapevolezza dell’arte di costruire la città e noi, che dal mondo classico attraverso Vitruvio, arriva nell’attualità: la stessa Bioarchitettura ha la sua base in quel testo! E’ tempo che questa potenzialità di ampio respiro prenda forma nel Centro Studi Vitruviano, anche per celebrare degnamente il bimillenario della citta col suo primo piano regolatore romano. Quando ci si lamenta della “schifezza” dell’edilizia a metro quadro che ci assale e poi crolla col terremoto, basterebbe riflettere sui famosi “tre principi vitruviani” per capire molto e di più.

Credo che se l’operazione culturale - edizione fanese del De Architectura, si realizzasse migliorerebbe anche gli amministratori alle prese con il P.R.G.. L’assessore che ama le buone letture è liberissimo di agire come meglio crede, ma certamente se volesse far stampare quanto qui si propone, acquisirebbe un tal merito da poter essere considerato, senza ironia, il migliore assessore alla cultura fanese degli ultimi 150 anni. Ma solamente se lo facesse.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2009 alle 12:46 sul giornale del 02 ottobre 2009 - 2105 letture

In questo articolo si parla di politica, arco di augusto fano, paolo venturelli





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